ANALISI DELLA SUPERFICIE OCULARE

Il Centro Veterinario Santa Lucia è una delle prime strutture in Italia a disporre di uno strumento avanzato per la valutazione delle patologie oculari dovute a secchezza oculare o a disturbi della lacrimazione, una condizione sempre più presente nei nostri animali così come sta avvenendo nell’uomo!

Per questo siamo Lieti di presentarvi l’unico strumento al mondo in grado di eseguire questa valutazione, l’ Analizzatore della Superficie Oculare OSA – VET.

Secondo la definizione della Società Internazionale di Film Lacrimale e Superficie Oculare, “L’occhio secco è una malattia multifattoriale della superficie oculare caratterizzata da una perdita di omeostasi del film lacrimale e accompagnata da sintomi oculari, in cui l’instabilità e l’iperosmolarità del film lacrimale, l’infiammazione e le lesioni della superficie oculare e le anomalie neurosensoriali svolgono ruoli eziologici”.
In pratica la cause che contribuiscono a determinare questa condizione sono diverse, tra cui l’instabilità del film lacrimale, l’iperosmolarità, l’infiammazione e le lesioni della superficie oculare tutta, cioè cornea, congiuntiva, palpebre.
L’alterazione di uno di questi innesca una cascata di eventi che si autoperpetuano come in un circolo vizioso! per restare in tema, un cane che si morde la coda! L’analisi della superficie oculare è un approfondimento diagnostico che si effettua a margine della visita specialistica, quando questa ha permesso di valutare che il disturbo oculare che affligge il paziente (Cane, Gatto, Coniglio, Cavallo…) è dovuto ad una alterazione della superficie oculare.

Quindi la valutazione deve essere eseguita in un secondo momento rispetto la visita oculistica, perché durante la 1° visita si instillano dei colliri che modificano, temporaneamente, la superficie oculare, rendendo impossibile la valutazione con lo strumento OSA VET.
Con questa valutazione approfondita possiamo esaminare tutto l’aspetto della superficie oculare. Si incomincia con l’esaminare con precisione la composizione del film lacrimale e soprattutto la presenza della componente lipidica, che svolge un ruolo determinante nell’evitare e rallentare la evaporazione della componente acqueo-mucosa delle lacrime. Inoltre si valuta la dinamica del film lacrimale, cioè
come le lacrime si muovono sulla cornea. Questa misura si chiama interferometria e in seguito a questa valutazione si procede con determinare la ampiezza del menisco lacrimale, la cosi detta meniscometria, che permette di quantificare lo spessore delle lacrime a livello della congiuntiva bulbare con i margini palpebrali.

Dopo di che si valuta il tempo di rottura del film lacrimale, ovvero quanto tempo ci mettono le lacrime, diciamo in maniera semplicistica, ad asciugarsi sulla cornea. Questa valutazione avviene in maniera non invasiva, rispetto alla metodica tradizionale che richiede l’applicazione di un colorante, ed è più precisa, risente cioè meno di errori di valutazione da parte del medico esaminatore. Accanto alla valutazione del tempo di rottura c’è la misura della topografia corneale con il disco di Placido. Questo esame permette di completare definitivamente la
valutazione della stabilità del film lacrimale e le relazioni di esso con la superficie corneale.
Come ultima valutazione, ma non meno importante anzi, c’è la valutazione delle ghiandole di Meibomio, mediante la miebografia ad infrarossi. Le ghiandole di Meibomio sono localizzate nello spessore palpebrale e sono disposte in file parallele in numero di 20-40 per ciascuna palpebra. Producono un secreto sebaceo-oleoso costituito da lipidi che costituiscono la maggior parte dello strato
esterno del film lacrimale.

La loro presenza, il loro numero, la conformazione e il loro aspetto sono determinanti nello stabilire l’adeguatezza dell’apparato ghiandolare nello svolgere la sua funzione, ovvero produrre un sebo oleoso di buona qualità. A volte si rende necessario eseguire una lieve spremitura delle ghiandole per favorire la naturale escrezione a causa magari di ostruzione dei dotti ghiandolare per infezione o per degenerazioni ad esempio dovute all’invecchiamento.

Per finire, vi illustro un’altro impagabile utilizzo del OSA VET, che non riguarda la valutazione di per sé dei disturbi di lacrimazione ma può rivelarsi determinante per scoprire la causa di insorgenza di alcune ulcere corneali. Ovvero mediante l’utilizzo dei raggi infrarossi prodotti dallo strumento è possibile ricercare con estrema semplicità la crescita aberrante di ciglia così dette ectopiche, cioè che crescono fuori dalla loro sede naturale che è il margine palpebrale. Queste ciglia anomale crescono all’interno delle ghiandole di Meibomio e fuoriescono attraverso la congiuntiva in direzione della cornea, provocando fastidio, irritazione e dei veri e propri “buchi” corneali. A causa del continuo grattare, si pensi ad esempio al continuo ammiccare delle palpebre, questi cigli anomali, ispidi come uncini, infliggono la superficie oculare provocando ulcere che, infettandosi, possono compromettere la vista dell’animale.

In assenza di questo strumento, la valutazione di queste microscopiche ciglia viene eseguita in anestesia sotto microscopio operatorio, in quanto la ricerca attenta richiede pazienza e collaborazione da parte del paziente. Purtroppo a causa del forte dolore oculare è impossibile eseguire questo esame con il paziente “sveglio”. Per cui la possibilità di esaminare le palpebre ad infrarossi permette, in maniera semplice, rapida e in assoluta sicurezza, di emettere una diagnosi di certezza sulle cause di ulcera e di procedere immediatamente alla sua risoluzione. Siamo sicuri che, d’ora in avanti, grazie a questo strumento, i Nostri piccoli amici pelosi, ma dal grande cuore, che non possono dirci cosa sentono o provano, possano avere una possibilità in più per guarire quando stanno male o c’è qualcosa che non va.

“ le malattie sono infinite, ma la salute è una sola”!